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Decreto batterie, ecco cosa cambia

Novità sulla classificazione di batterie e accumulatori, sui requisiti per i consorzi e gli impianti di trattamento. Castelli (CdC batterie): “Il sistema di gestione delle batterie esauste cambierà in maniera sostanziale”

Novità importanti nella gestione di pile e accumulatori esausti. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (la n. 54 del 6 marzo 2026) il Decreto Legislativo 10 febbraio 2026, n. 29: contiene “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2023/1542 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2023, relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che modifica la direttiva 2008/98/CE e il regolamento (UE) 2019/1020 e abroga la direttiva 2006/66/CE”. Con l’entrata in vigore della norma, il 7 marzo scorso, si passa ad un approccio più compiutamente circolare lungo tutto il ciclo di vita, cambia il modo in cui le batterie devono essere progettate, immesse sul mercato, utilizzate, tracciate e poi raccolte e riciclate.

Vediamo cosa prevede la norma.

Come cambia la classificazione di pile e accumulatori

Il decreto aggiorna la classificazione delle batterie e degli accumulatori, tenendo conto delle tipologie e degli usi più recenti.

Le categorie indicate dal decreto, in linea col regolamento europeo, sono:

  • Batterie portatili;
  • Batterie industriali;
  • Batterie Starting Lightning Ignition (SLI, quelle dei veicoli a combustione interna, ad esempio);
  • Batterie Light Means of Transport (LMT, quelle dei monopattini elettrici, ad esempio);
  • Batterie Electric Vehicle (EV, quelle delle auto elettriche).

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